giovedì 6 giugno 2013

Incontri particolari.

Nella soleggiata città del caffè in ghiaccio, tra le ombre delle chiese Barocche e i discorZi dagli accenTIH particolari, la mia vita scorre in un bar.
Come per qualsiasi lavoro a contatto con la gente che si rispetti ho sviluppato anche io quella viscerale voglia in alcuni momenti di impugnare un fucile e fare una strage.

- Ehi, Frantumi stai calmo. Secondo me bevi troppi caffè. 

Lavorare nel commercio significa essere disposto ad accettare qualsiasi critica, anche la più insensata, perchè da venditore non puoi permetterti il lusso di maltrattare un cliente; voglio dire loro ti portano i soldi ed è giusto che tu sottostia ai loro capricci. 
Di solito puoi ironizzare, sorridere, smorzare la tensione ma quando la situazione diventa insostenibile allora, esplodi. 

E così ieri mi è capitato questo episodio.

Scena #939943450
Luogo: bar. 
Data: 05 - 06 - 2013.

Una signora chiede un bicchiere d'acqua, si siede al tavolino e fa bere il cane.
Dal bicchiere di vetro. 
Non contenta perchè il quadrupede, a quanto pare, non riusciva ad improvvisarsi umano, con garbo e approfittando dell'affollamento nel bar, versa l'acqua per terra
Cioè capovolge il bicchiere e fa una bella pozzanghera. 
Io, che ero dietro di lei, mi godo la scena, incuriosito.
Dovete sapere che questi episodi sono da studiare. 

- Dott. Freud che cosa ne pensa?
- Cuardi, la freulin è affetta da cuello che io chiamo la sindrome del bagnato. 
- Cioè si eccita?
- Nein. Non fa un kaiser a caza perchè ha servitù.
- Giusto, giusto. 

Appena finito di gustare il suo caffè al tavolino, si è alzata per andare via. 
Io che le ingiustizie non le sopporto, scendo nel laboratorio per indossare il costumino da super eroe - che salendo per le scale mi si è incastrato sotto il piede e sono ruzzolato giù - ma appena sono su, col petto gonfio, le braccia conserte, il mento all'insù e pieno di ematomi, urlo:

SIGNORA, ADESSO PULISCE LEI, VERO?

Lei si gira verso di me e mi risponde:

- Tsk, guardi che l'acqua l'ho pagata eh. 

- Ma se c'ero io alla cassa e lei non mi ha pagato.

- Ah, quindi lei è il cassiere? Quindi adesso conosco la sua identità.

Avete presente le risate registrate?
Ecco. 

Lo ammetto: mi sono sgonfiato dopo aver ascoltato queste parole. 
Ho abbassato la testa. 
Sono sceso giù.
Ho tolto il costumino.
Ho preso il mocho vileda ed ho pulito. 

Niente, il male vince sempre. 
Soprattutto se pagante.  

Non sono un drogato.
Il fatto è che a volte fantasticare fa bene; ti protegge dalla cattiveria, dal cancro e dalle persone maleducate che non rispettano chi lavora. 
E ti evita persino di impugnare un fucile e fare una strage; come dicevo prima. 

marcodemitri®

1 commento: