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giovedì 10 gennaio 2013

Frankenweenie 1984 vs 2012 [Confronto e Recensione]



Se c'è un pregio del cinema di Tim Burton è quello di saper dare il giusto spazio al grottesco, miscelandolo alla quotidianità e componendo così qualcosa di unico e inquietante.
Il problema è che il nuovo Burton, reduce ormai dal successo di pubblico, dalla fanboyaggine (passatemi il termine) e dalla totale ammirazione di Johnny Depp, non funziona più. 
Basta vedere i suoi ultimi prodotti: Alice in Wonderland e Dark Shadow. Non solo. 
Proviamo a pensare allo splendido Edward Mani di Forbice e a cercare gli elementi che hanno reso unico il suo cinema; niente di tutto ciò, oramai, compare nelle sue opere. 
NULLA. 
Il perchè ve l'ho già spiegato e anzi aggiungo: Tim Burton avrebbe dovuto continuare con l'impostazione data dal meraviglioso Ed Wood. Un film in cui riuscì a sensibilizzare il pubblico con un'immagine dolce del peggior regista di tutti i tempi.
Per non dimenticare lo stupendo BeetleJuice con un fantastico Michael Keaton. 
Parliamo dunque di un un modus operandi che gli ha permesso di porre su un piano adulto quelle che sono le paure infantili più diffuse: uomo nero, asocialità, divorzio, mostri di ogni genere. 
E non solo, tutto ciò è stato fondamentale per completare il soggetto di uno dei film più evocativi dei nostri anni: Nightmare Before Christmas. Lasciando poi da parte Mars Attack!, il pessimo remake del Pianeta delle Scimmie e lo stucchevole Il Mistero di Sleepy Hollow
Ma è con La Sposa cadavere che sembrava, e sottolineo sembrava, esser tornato ai vecchi fasti di un tempo. Peccato poi sia ricaduto miseramente con il pessimo Sweeney Todd. 
Un film, che non riesce a superare l'originale di Steven Sondheim; forse da salvare solo per le scenografie di Dante Ferretti e l'interpretazione di Sacha Baron Cohen.
E ok, cercando di essere super partes, aggiungo Batman per l'unico merito di aver sdoganato i super eroi sul grande schermo.

Bene, detto questo, parliamo dei corti. 
Sapete, Burton fu licenziato dalla Disney per la sua ossessione per gli scheletri. Fu infatti accusato di aver sperperato le risorse degli studios per prodotti per niente adatti ai bambini. 
Tra i corti, che segnarono gli inizi, il più importante fu sicuramente Frankeweenie
Lo spartiacque della sua vita. 

Ma nel 1984, il corto fu realizzato con un budget ridotto, con protagonisti in carne ed ossa e una storia che nella sua mezz'oretta scarsa, forniva tutti gli elementi del suo futuro cinema. Una commedia nera omaggio diretto al Frankestein di Shelley e trasposto in un bellissimo ritratto infantile. 
Un bambino che riporta in vita il suo amato cane investito da un'auto. La sua felicità però dovrà far presto i conti con la riluttanza del vicinato, poco propenso ad accogliere un "mostro". 
Il climax è dunque posto nel rapporto tra la comunità e il diverso, sì, insomma, uno dei capisaldi del cinema di Burton. Una storia dunque perfettamente funzionale per tempo e immagini proposte.
Con una audace ma ottima scelta di una fotografia in bianco e nero, diretto splendidamente e interpretato bene.

Ma cosa accade nel 2012?
Flashback.

Il corto fu distribuito successivamente in home video e rivalutato, complice il successo di BeetleJuice. 
Nel 2007 la Disney da carta bianca per la preparazione di un remake dell'omonimo corto. Burton insieme allo sceneggiatore di altre sue opere John August, ampliano e trasformano il tutto in stop motion.
Cercando di omaggiare i classici horror anni 30, Burton amplia la pellicola inserendo personaggi mostruosi.
Da un corto diventa un lungometraggio animato di un'ora e mezzo
Ma cosa accade?
Assistiamo ad un'inutile operazione di approfondimento della trama, con un inesorabile snaturamento dell'ottimo lavoro del corto. Si assiste ad una serie di scenette disorganizzate con personaggi che cercano di creare una cornice più solida e variegata della comunità descritta. Non più antagonisti semplici e quasi comprensibili, ma macchiette fastidiose e patetiche. E sebbene nel corto, lo stato emozionale del bambino era reso benissimo dalla sua vivacità, qui, sembra di assistere ad uno spettacolo già visto e ripreso dalla sposa cadavere. Tant'è che i character design appaiono gli stessi.
Forse l'unico punto a favore è una bella regia. 

Un animazione che fallisce nel suo tentativo di riportare in auge un corto bellissimo e in qualche modo il Burton degli esordi. 
Confermando così la regola che a volte non serve un budget enorme per realizzare un capolavoro.

- Salvo solo una scena in puro stile Tim Burton.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=6WsfVPHEK94

- Il corto può essere visto gratuitamente su YouTube, qui.


lunedì 24 dicembre 2012

Un film a Natale è per sempre. [Consigli]

Il Cinema è un'arte meravigliosa perchè rende magico qualsiasi momento delle nostre vite: molto spesso trascorse frettolosamente, senza prestare giusta attenzione ai dettagli che le rendono uniche.

Ecco perchè, al di là del panettone, i regali e gli abbracci forzati, il Natale non possa essere vissuto senza vedere alcuni dei titoli più belli ed evocativi della nostra infanzia, ad esempio. 
Perciò stilerò una classifica dei miei film natalizi preferiti. 

1) ET

Quando Spielberg era un regista innovativo e non ridotto ad un cumulo di clichè iper perbenisti e senza fantasia. La storia d'amicizia tra un bambino e un piccolo extraterrestre, un racconto sulla diversità che commuove ancora. Un film dolce e potente.
"No, non andare via ET!"

2) Mamma ho perso l'aereo;


Beh, signori miei, qui parliamo di storia.
Chi di voi, generazione fine anni '80 non ha mai provato il sogno proibito di trascorrere la notte di Natale senza famiglia? Ma soprattutto tappezzare la casa di trappole? Mamma ho perso l'aereo è anche il film più american style di sempre.
E forse sapere che "Kevin" ora è ridotto sul lastrico tra droghe e antidepressivi è stato peggio di quella volta che ho provato a bere la coca cola dal naso.

3) Il Grinch;

   

Un po' di antipatia e anticonforrmismo va sempre bene; specie se si tratta di feste ipocrite e consumistiche. Sì, parliamo dell'ammasso di peli, verde e cattivo: il Grinch.
Interpretato da un Jim Carrey gigioneggiante, un film modesto e per tutti.
"Sì, Grinch ruba il Natale anche a casa mia!"

4) La vita è meravigliosa; 


Forse il film natalizio più bello di sempre.
Una racconto struggente sulla potenza del natale. Non sempre tutto è perduto e a volte, la gente si ricorda di te. A meno che non sei uno zingaro, un ebreo o Lele Mora.

5) Canto di Natale di Topolino;


E vabbè, se non lo avete mai visto, siete senza cuore. Anzi, non avete mai vissuto il natale da bambini.
Un classico senza tempo che a colpi di "gulp", narra una delle opere più belle di Charles Dickens.
Lo trovate completo su Youtube. Qui:


6) Nightmare Before Christmas;


Una favola dolcemente spaventosa che ha fatto la storia. Con le musiche di Renato Zero, sì, lui, un cartone da vedere sia ad Halloween che a Natale.

8) X Files 6x06 "How the Ghosts stole Christmas".


Dunque questo è senza dubbio l'episodio mio preferito. Da amante di X Files, non potevo non metterlo. È oramai diventata una routine da diversi anni. E ogni qualvolta lo vedo, mi commuovo.
Perchè si tratta di una splendida storia d'amore raccontata secondo i dettami del telefilm.
Da vedere anche singolarmente per chi non conoscesse il telefilm. 

venerdì 21 dicembre 2012

Le 5 Leggende - Rise of Guardians [Recensione]


The Avengers ha imposto il suo marchio e molti lo hanno seguito: anche nei cartoni animati.
Sebbene si tratti di un'opera ispirata ad un ciclo di racconti, Le 5 Leggende sono i Vendicatori trasposti in versione cartoon. Ed infatti seguono lo stesso schema: l'eroe che non sa di esserlo, la sua consacrazione, il suo allontanamento, l'azione inaspettata che gli permetterà di rientrare a far parte della squadra e infine il combattimento sinergico contro il villain di turno.

So che è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio ma basterebbe leggere Dreamworks per prenderne le distanze. Perché se prendiamo film come Kung Fu Panda o Madagascar, non ci si può ritenere di certo soddisfatti. Direte voi "parliamo di cartoni animati"; sì, vero, ma da quando la mediocrità è diventata linea guida per i bambini?
Con le uniche eccezioni rappresentate da Shrek, Z - La formica, Megamind e le collaborazioni con Aardman per l'animazione in Claymation , la casa d'animazione fallisce in ogni tentativo di riuscire a creare un prodotto unico e divertente. Modellando, al contrario, idee piatte e monotone.
Sia ben chiaro non metto in discussione la vivacità del prodotto quanto lo strabusato canovaccio di sceneggiature con battute riciclate.
Prendiamo come esempio i lavori della sua rivale, la Pixar: la grande potenza narrativa, l'originalità dei character designer e le sceneggiature brillanti infarciscono ogni anno film di spessore e intelligenti. Ed in una meravigliosa combo di estetica e morale, nascono pellicole di spessore, che divertono e insegnano.

E posso citarvi Up con i primi dieci minuti d'amore più belli della storia del cinema o ancora il mutismo generazionale riprodotto in mezz'ora di beep di un robotino a spasso su una terra devastata in Wall - E.
Potrei persino scomodare quel capolavoro della trilogia di Toy Story, per andare sul forte.

Ahimè, sono questi i difetti che rendono le opere Dreamworks una fortezza per incassi e meno per lo stimolo intellettuale.

Ma questo Rise of Guardians cos'è.
Babbo Natale, Fata dei Denti, Sandman, Coniglio di Pasqua e Jack Frost sono le cinque leggende. Un gruppo di indomito coraggio cui l'esistenza è condizionata dalla fede dei bambini. La loro vita inizia a vacillare quando Pitch Black - conosciuto come uomo nero - cercherà di distruggerli. Dunque dovranno trovare la forza per combatterlo unendo le loro forze ora più che mai. Aiutati poi dall'ultimo bambino credente sulla terra
Non è una novità se confrontato con i film di Natale ed in particolare il Grinch. Certo non si cerca di rubare il natale bensì la capacità dei bambini di credere nella fantasia.
Un'impresa ardua che non poteva di certo trovare la sua migliore consacrazione se non in un cartoon.
Un film che si eleva rispetto alle ultime produzioni ma che soffre di personaggi caratterizzati male e situazioni già viste. Simpatica però l'attenzione dedicata ad alcuni particolari sopra le righe.

Ma se il vostro intento fosse quello di creare un'accogliente e calda atmosfera natalizia per i vostri bambini, meglio rivedere Canto di Natale di Topolino.