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lunedì 31 dicembre 2012

Gli Oscar-fatti-in-casa. [Migliori e Peggiori film 2012]


Dunque anche io mi accodo ai classici "oggi è l'ultimo dell'anno" proponendovi la mia personalissima lista di opere televisive e cinematografiche migliori e peggiori.
Vi lasci poi, augurandovi buona fortuna per il 2013. 

MIGLIOR FILM



Amour 
Un opera struggente di rara bellezza, che vi mostrerà con crudeltà il lato "vero" dell'Amore. 
Haneke è come un amico fastidioso che, per infastidirvi, stuzzica con il dito una ferita aperta sulla vostra pelle. 

MIGLIOR FILM CAZZONE


The Avengers
Una trasposizione leggera e anche mediocre dei Vendicatori che, vuoi per la cazzutaggine di Loki, della giggionaggine (si può dire, vero?) di Robert Downey Jr. o del latex di Scarlett Johansson, SPACCA. Scene d'azione ben curate e azione corale ben organizzate regalano un'avvincente titolo per tutti. Forse non tanto per i fan.

MIGLIOR INDIE HIPSTER
Sebbene differenti nel modo e nella tematica trattata, risultano essere simili per gruppo d'appartenenza. 
Ma anche perchè mi hanno colpito immensamente e non saprei come altro scinderli. 


Moonrise Kingdom
Wes Anderson torna in grande stile per regalarci un mix di commedia, drama e azione in un solo prodotto. Una favola divertente e triste, colorata e dalla narrazione geniale che, complice una sceneggiatura fresca e immediata, resterà per sempre nei nostri cuori. 


Ruby Sparks
Brillante e delizioso indie movie con una trama non proprio originale. La coppia di registi che c'ha donato una perla come Little Miss Sunshine è alle prese questa volta con il "blocco dello scrittore". E non farà altro che raccontare, con una bellissima metafora, la vita di uno scrittore alle prese con il vero significato del successo e dell'amore.

MIGLIOR THRILLER


Argo
Ben Affleck che non ti aspetteresti, confeziona una thriller da oscar. Una pregiata regia per raccontarci le vicende di un gruppo di diplomatici americani in Iran e del loro modo originale di scappare via dall'inferno della guerra. 
Consigliatissimo, soprattutto per i palati fini. 

MIGLIOR FILM AZIONE


Skyfall
Non sono esperto di 007, a parte i primi due "moderni" capitoli. Ma qui siamo davanti un film eccezionale sotto ogni punto di vista. Un lavoro fine per Sam Mendes, che non perde l'occasione per mettere in scena la sua bravura teatrale e fotografica. Poi, con un cattivo gigionesco come Bardem, cosa si può volere di più? Un Heineken. 
Ok, la capirete solo vedendo il film. 

DELUSIONE 2012


The Dark Knight Rises
L'ho aspettato come un cane abbandonato sull'autostrada. 
E mi ha deluso, come un padrone che non torna a riprendere il suo cane abbandonato.
Sì, perchè Nolan che si diverte insieme a Goyer a sabotare la sceneggiatura, te lo aspetteresti solo da Lindelof ma dopo aver creato qualcosa di epico con Batman Begins, e anche The Dark Knight và, succede che il tuo hype cresce alle stelle per l'ultimo capitolo della trilogia; eppure, niente. 
Un capitolo infarcito di politica e stucchevoli lezioni sull'anarchia, pretenzioso come pochi, che per forza di cose crolla su se stesso. 
Per carità, Bane, vuoi per la grande bravura di Hardy, è superiore al Joker ma resta l'amaro in bocca per non essere riuscito a chiudere meglio il cerchio. Ed infatti, come detto prima, The Avengers funziona meglio perchè meno carico e più "easy".
Unico punto a favore: la grande regia, le grandi scene d'azione e la colonna sonora. 
Poi basta, però.

MIGLIOR FILM ITALIANO


È stato il figlio.
Daniele Ciprì, che ricorderete per Cinico TV su Rai3, propone una sua versione dell'omonimo romanzo siciliano. Una situazione italiana anni '70, arricchita dai classici clichè popolari, ci mostra la storia di una famiglia scapestrata con un padre del calibro di Tony Servillo. Fotografia magistrale per un pezzo di storia meridionale. Tra grottesco e cinismo, ne uscirete inorriditi. 

IL GRANDE ESCLUSO

Lo Hobbit
Nonostante sia un film splendido, è ovviamanente escluso nella classifica per la sua incompletezza. 
Attenderò il terzo per commentarlo. 
Se vivrò tanto a lungo. 

sabato 15 dicembre 2012

Lo Hobbit [Recensione]



Io l'ho sempre detto: il grande merito di Peter Jackson è stato quello di riuscire a far apprezzare il fantasy - un genere non per tutti - al grande pubblico.
Un'impresa non facile, senza alcun dubbio.
Perchè se la trilogia del Signore degli Anelli ha avuto un successo senza precedenti, ridimensionando pellicole dello stesso genere - Il Labirinto del Fauno, ad esempio - un motivo c'è.
Ma di questo ne ho già discusso qui.

Ora, parliamo de Lo Hobbit.
Premessa: a causa della misera distribuzione italiana, il film l'ho vista nel classico 3D 24fps, che non consiglio.
La pellicola è stata infatti concepita per il 48fps, come ho già detto qui, e si perde, ahimè, in un vorticoso effetto stroboscopico che infastidisce e rimpicciolisce troppo lo spettro visivo.
Ma fortunatamente non rovina lo spettacolo.

Bilbo Beggins, un hobbit della contea, viene coinvolto da Gandalf, uno stregone, per una strana avventura con tredici nani. Lo scopo è quello di riprendere il controllo della loro antica patria ora invasa da un terribile drago: Smaug. Solo dopo un'iniziale riluttanza, Bilbo decide di far parte della compagnia. Destreggiandosi con mille difficoltà tra Orchi, Troll e Goblin, scopriranno che un antico male si sta risvegliando.

Sono trascorsi più di quindici anni dall'inizio della trilogia che ha cambiato il modo di concepire il cinema d'intrattenimento, con un'idea innovativa di fornimento scenico e digitalizzazione.
Dopo aver scelto diversi registi, tra cui Guillermo del Toro, la Warner Bross, decise di affidare il progetto  nuovamente a Peter Jackson. E così, dimagrito e in gran forma, ritornò in Nuova Zelanda, per riprendere le redini del destino cinematografico della Terra di Mezzo. E quale modo migliore se non quello di raccontarne i natali? Nella Hollywood arida di idee, l'idea del prequel è sempre ottima: specie se si tratta di mastodontici monumenti storici che hanno fruttato milioni di dollari. Avete presente Alien? Terminator? Fortunatamente non c'entrano nulla.
Perchè Lo Hobbit è tutt'altro.
È amore per la letteratura trasposto in linguaggio cinematografico con mestiere.

Con dietro la moglie e la supervisione degli effetti speciali affidata a Cameroon, Jackson ricomincia a tessere le sorti degli Hobbit. Ma stavolta, dal principio.
Messa da parte la componente fiabesca, la pellicola respira una certa epicità, alternando prolisso e avventuroso. Tuttavia il film si è soffermato su una certa pretestuosità nel riallacciare il discorso con ISDA e perdere dunque il tono che si era auto imposto fin dall'inizio.
Perchè complici le ragioni commerciali, come il fatto inaccettabile di essere suddiviso in tre capitoli, procede a fronzoli ritmici.
Mi spiego meglio.
La grande premessa introduttiva che serve a presentare e allegerire il tono del film si perde procedendo verso la metà. Trascorre infatti del tempo zigzagando tra protagonisti superflui ed altri trattati troppo sommariamente. Forzando l'introduzione o il recupero, come mero fan service, di collegamenti con l'opera precedente. Ed infatti trovo del tutto inutile la slitta con i conigli di Beppe Grillo.
Le scene d'azione sono meravigliose: in particolare lo scontro sulle montagne valgono il prezzo del biglietto.
Poi però avviene quello che i fan attendono fin dall'inizio: l'anello di congiunzione tra il vecchio e il nuovo. Ed è realizzato splendidamente.
Con energia e vigore si procede fino la fine, non risparmiandoci alcune cadute di stile in battute troppo basse, per poi concludere con ironia.

Il film è bello? Sì e no.
Diverte, pur narrando gesta eroiche che, se non siete amanti del fantasy, risultano noiose. Se cercate un metro di paragone, è peggiore solo alla Compagnia dell'Anello e migliore del Ritorno del Re.
Il film in ogni caso regala uno spettacolo visivo da urlo. Con grande abilità Jackson è riuscito a soppesare l'assenza di Aragorn, Legolas, Frodo e portare brio con personaggi simpatici ma pur sempre minori. Non solo per proporzioni.
Con un ottimo cast, tra cui primeggia Martin Freeman, una colonna magistrale, e scenografia che lasciano senza fiato potrete ritenervi soddisfatti.

Una grande avventura è appena iniziata.
Siete pronti o vi lascerete cuocere dal fuoco del drago Smaug?
Con questo freddo tutto sommato, non sarebbe un cattiva idea.


Ps: la migliore trilogia resta una sola:



mercoledì 12 dicembre 2012

Per chi attende Lo Hobbit [Tipo Vademecum]

Domani, 13 - 12 - 12, uscirà finalmente uno dei film più attesi dell'anno: Lo Hobbit.



Perchè è molto atteso?

Sicuramente perchè dietro la macchina da presa ritroviamo ancora una volta uno dei registi più acclamati degli ultimi anni: Peter Jackson.
Il suo immenso lavoro sull'adattamento cinematografico del Signore degli Anelli è stato una delle produzioni più importanti del secolo; non solo per numero di Oscar, che insieme a Ben - Hur e Titanic si posiziona tra i primi posti, ma anche per la creazione di compagnie di fornitura e di effetti speciali digitali innovative: Weta Workshop e Digital.
Insomma si tratta di un personaggio che al pari di James Cameroon, ha voluto creare un modo di fare cinema personalissimo. Ed è forse questo l'elemento che più incuriosisce.

Lo Hobbit infatti promette di rivoluzionare il mondo delle proiezioni su pellicola, come 3D e formato iMax, con il 48fps.

Ma cos'è questo nuovo sistema?
Di norma quando si guarda un film al cinema, questo è proiettato in 24fps.
Cioè 24 frame per secondo: il frame rate è il numero di immagini che vengono aggiornate in un'unità di tempoVuol dire che si cerca di raggiungere la fluidità della visuale dell'occhio umano e far in modo che lo schermo proietti alla stessa velocità. Permettendo di sfruttare appieno il potenziale 3D. 
Ciò comporterebbe una diminuzione dello "sfarfallio"(effetto stroboscopico); per dirla in parole povere è quello che succede quando i requisiti minimi di un videogioco non sono supportati dal pc ed abbiamo il classico "scatto intermittente". 
Unica pecca è che non tutti potranno ammirare questo formato perchè 3D 48fps sarà proiettato solo in alcune sale.

Ma Lo Hobbit non è solo questo. 

È il prequel della trilogia dell'Anello.
Che racconta il viaggio di Bilbo Baggins, insieme a 13 nani e il mago Gandalf Il Grigio per recuperare il tesoro sorvegliato dal Drago Smaug. E sarà lungo il percorso che il piccolo Hobbit scoprirà l'esistenza dell'Anello, custodito gelosamente da Gollum.

Dunque si riapre il mondo della Terra di Mezzo e questa volta per spiegate le origini.
Divise in tre parti.
Sì, un libro di 300 pagine in tre capitoli al cinema.
Cosa dite? Lo avrà fatto per soldi? Probabile.
Ciò che conta però, è che se un prodotto è fatto bene, merita questo ed altro.

Ma chi è Peter Jackson? 

Un uomo che potrebbe fare da sponsor a Giorno&Notte.

             
Anche.

Il piccolo Jack sperimenta fin dall'infanzia il Cinema con un debole per il Signore degli Anelli e King Kong. 
Costruisce persino un piccolo modello di tirannosauro che lo utilizzerà poi per la sua serie di corti.
Ma forse complice il fatto che fosse nato nella notte di Halloween, Peter dirige il suo primo lungometraggio infarcendolo di splatter e trash: Bad Taste - Fuori di Testa
Senza dimenticare il meraviglioso e schifosissimo: Gli Schizzacervelli. 


                                    
Stasera che avete per cena? Io una bella bistecca al sangue. Ops.

Aiutato alla sceneggiatura dall'attuale moglie Fran Walsh, scrisse e diresse un film con Michael J. Fox: Sospesi nel tempo. La stessa collaborazione poi la ritroveremo nelle successive produzioni. 

Ma oltre i suoi esordi divertenti e geniali e la trilogia dell'Anello, Peter Jackson non ha detto più nulla. 
I lavori con King Kong e Amabili Resti sono stati opere soporifere illuminate solo da uno straordinario lavoro scenografico e digitale. Nient'altro.
Ed è per questo che attendiamo un nuovo e grande lancio del mito Jackson con Lo Hobbit. 

In attesa di vederlo, vi lascio con questa bellissima e riassuntiva immagine: 

Che sia lui il vero Hobbit?