mercoledì 12 giugno 2013

si é spento il "t'aiuto io" e chi l'ha spento è il "non è il momento".

- Quando il commercio si ammazza da solo - 





Forse esagero.
Perchè in fin dei conti sono consapevole degli enormi problemi che, attualmente, tediano i commercianti.
E con questo non voglio pormi, dunque, in quella posizione di arrogante e, se mi permettete, diffusa superiorità del cliente medio.
Ma, a volte, essere protagonisti di una scena del genere è insopportabile, anzi, a questo punto: illuminante.

Riavvolgiamo il nastro e portiamolo alle 12:22 di questa mattina.
E teniamo presente l'antefatto sopra scritto come il sunto "filosofico" e spicciolo di quello che penso.

Ora vi spiego cosa è successo.

Ho in mente di acquistare una videocamera.
I motivi* sono tanti: video porno amatoriali, Paperissima, fare il blogger di successo come Williwuuuush o semplicemente perché ho soldi da spendere.
Però, per mero autocompiacimento mettiamo che sì, voglio fare il blogger di successo.
Anche perchè è il business più diffuso e io l'università per principio non voglio terminarla.

Dovete sapere che le catene come Mediaworld, Euronics, Expert sono bellissime, coloratissime, profumatissime.
A me, però, non piacciono.
Sarò hipster, radical chic, vintage, ma preferisco di gran lunga i negozietti bui, polverosi, con gli oggetti posizionati in ogni angolo del locale.

E così scelgo un noto e storico negozio per sondare un po' il terreno.
All'entrata è esattamente come ho descritto prima e cioè fermo agli anni '70 quando la Olivetti dominava il mercato italiano, tanto per capirci.
È una sensazione bellissima per chi  ama questo mondo.
E poi se c'è una cosa che adoro è parlare, discutere, chiedere consiglio a gente che porta sul viso gli anni dell'esperienza.
Come quello che ho fatto ingenuamente, ahimè.

Riassumo brevemente la conversazione.

- Buongiorno, dimmi.
- Buongiorno, qualche consiglio su una videocamera? Lei cosa mi proporrebbe? Cosa mi consiglierebbe?

*mi guarda, sospira*

- Guarda, propriu moi nienzi ca nu tegnu capu. Addhu fare nu saccu de cose e nu te ndecurare.
(Adesso niente perchè non ho testa. Devo fare tante cose, non ti dispiacere)

- ...

Sono sincero: non mi sono sorpreso più di tanto.
Mi avrà sicuramente preso per il normale avventore che "fa perdere del tempo" e non compra nulla.
Ma non è una scena così sporadica cui assistere perché, da me, i commercianti si stanno lentamente chiudendo in un mondo concentrato esclusivamente sulla loro personale clientela.
Come dire: ho 10 clienti?
Mi bastano. Non spreco energie per altri che sicuramente non saranno così duraturi da arrivare ad 11.
E allora che faccio?
Li tratto superficialmente.
Ma cosa succede poi?
Che io divento un "biglietto da visita" negativo e non parlerò certamente bene di te, commerciante, che non hai avuto l'accortezza di prenderti cura del mio interesse.
Questo è solo un primo tassello della decadenza.
C'è un altro aspetto della vicenda; forse il più amaro e significativo.

Io, giovane, vengo da te, uomo esperto, per chiederti un CONSIGLIO.
Non avrò talento, non avrò successo, non sono e non sarò mai nessuno ma ho avuto almeno l'accortezza e l'interesse a scegliere il tuo punto vendita per un semplice consiglio.
E tu che fai?
Mi tratti così?

Ok, avrai le tue motivazioni ma lasciami dire che questa scena potrebbe essere benissimo una metafora del sistema Paese in cui viviamo.

Non si premia mai chi ha interesse.
Sempre e solo chi ha denaro.

Forse esagero.
O forse no.
Ma il "mcdonald's" dell'elettronica, ormai, mi attende. 

marcodemitri®

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*sono altri i motivi, ovviamente


giovedì 6 giugno 2013

Incontri particolari.

Nella soleggiata città del caffè in ghiaccio, tra le ombre delle chiese Barocche e i discorZi dagli accenTIH particolari, la mia vita scorre in un bar.
Come per qualsiasi lavoro a contatto con la gente che si rispetti ho sviluppato anche io quella viscerale voglia in alcuni momenti di impugnare un fucile e fare una strage.

- Ehi, Frantumi stai calmo. Secondo me bevi troppi caffè. 

Lavorare nel commercio significa essere disposto ad accettare qualsiasi critica, anche la più insensata, perchè da venditore non puoi permetterti il lusso di maltrattare un cliente; voglio dire loro ti portano i soldi ed è giusto che tu sottostia ai loro capricci. 
Di solito puoi ironizzare, sorridere, smorzare la tensione ma quando la situazione diventa insostenibile allora, esplodi. 

E così ieri mi è capitato questo episodio.

Scena #939943450
Luogo: bar. 
Data: 05 - 06 - 2013.

Una signora chiede un bicchiere d'acqua, si siede al tavolino e fa bere il cane.
Dal bicchiere di vetro. 
Non contenta perchè il quadrupede, a quanto pare, non riusciva ad improvvisarsi umano, con garbo e approfittando dell'affollamento nel bar, versa l'acqua per terra
Cioè capovolge il bicchiere e fa una bella pozzanghera. 
Io, che ero dietro di lei, mi godo la scena, incuriosito.
Dovete sapere che questi episodi sono da studiare. 

- Dott. Freud che cosa ne pensa?
- Cuardi, la freulin è affetta da cuello che io chiamo la sindrome del bagnato. 
- Cioè si eccita?
- Nein. Non fa un kaiser a caza perchè ha servitù.
- Giusto, giusto. 

Appena finito di gustare il suo caffè al tavolino, si è alzata per andare via. 
Io che le ingiustizie non le sopporto, scendo nel laboratorio per indossare il costumino da super eroe - che salendo per le scale mi si è incastrato sotto il piede e sono ruzzolato giù - ma appena sono su, col petto gonfio, le braccia conserte, il mento all'insù e pieno di ematomi, urlo:

SIGNORA, ADESSO PULISCE LEI, VERO?

Lei si gira verso di me e mi risponde:

- Tsk, guardi che l'acqua l'ho pagata eh. 

- Ma se c'ero io alla cassa e lei non mi ha pagato.

- Ah, quindi lei è il cassiere? Quindi adesso conosco la sua identità.

Avete presente le risate registrate?
Ecco. 

Lo ammetto: mi sono sgonfiato dopo aver ascoltato queste parole. 
Ho abbassato la testa. 
Sono sceso giù.
Ho tolto il costumino.
Ho preso il mocho vileda ed ho pulito. 

Niente, il male vince sempre. 
Soprattutto se pagante.  

Non sono un drogato.
Il fatto è che a volte fantasticare fa bene; ti protegge dalla cattiveria, dal cancro e dalle persone maleducate che non rispettano chi lavora. 
E ti evita persino di impugnare un fucile e fare una strage; come dicevo prima. 

marcodemitri®

lunedì 3 giugno 2013

Quello di Wall Street e il sesso ORALE con strascico.



Signori e signori è partito il nuovo allarme su facebook.
I puritani e le puritane esclamano vittoriose: AL ROGO, PERVERTITI!

Pare, infatti, che un certo Michael Douglas abbia incolpato il suo vizietto del leccare fighe per il cancro alla gola che ha sviluppato.
E così in molti, dopo aver letto la rivelazione e soprassedendo la dicitura PAPILLOMA VIRUS come IL principale responsabile, cioè quello che FA venire il tumore per davvero e che potreste contrarre con del sesso non protetto, hanno inserito fellatio e cunnilingus tra i nuovi nemici dell'estate, insieme alle zanzare e alle bibite gasate.

Ma io dico: perché mai nessuno incolpa le minchiate che in vita ha sparato per spaventare qualche pirla e costringerlo a chiudere la bocca per sempre?


marcodemitri®