venerdì 28 giugno 2013

Se me lo fai pagare gratis, lo compro! [Lo Sconto nel commercio]


Esempio pratico:

- Me lo sconti?
- Ma costa 10 centesimi
- Embè, tu l'avrai pagato minimo 1 centesimo e ce ne guadagnerai ben 9 di centesimi! 






Fin dall’alba dei tempi chi si cimentava in un lavoro d’artigianato veniva spesso a scontrarsi con il: cliente. Che egli fosse giovane o anziano, bello o brutto, magro o grasso poco importava; perché l’unica questione da porre al vaglio dell’artigiano era: mi fai lo sconto?
Nonostante i suoi sforzi, degni di un mulo in cima al monte Everest, lo sconto rappresentava un macigno che schiacciava la sua schiena già colpita dagli acciacchi del mestiere.
Un pugno nello stomaco, per dirla breve.
La pazienza che usciva fuori come vapore acqueo dalla bocca in una notte fredda, era pari forse alla lenta agonia di Cristo sul monte Golgota: "guardi, non ci guadagno nulla". D’altra parte cosa si potrebbe aspettare da un povero sventurato che intaglia legno in una grotta rupestre?
Eppure il cliente, con dito parallelo al naso, di solito rappresentato magro con occhialino e stempiatura crescente, o donna sulla cinquantina in assetto da madre-che-porta-in-giro-il-figlio-appena-tornato-a-casa-per-le-vacanze, gli ricorda che viviamo in tempi di crisi e che dunque tutti dobbiamo adeguarci ai ridimensionamenti dello stipendio. Anche chi, come l’artigiano, produce beni superflui, cioè che non hanno valore vitale. 
Bisogna lasciar fare al cliente perché il prezzo che voi proporrete non sarà mai degno per il suo portafoglio. In fin dei conti, lo sconto è una domanda retorica. Ovvio che il commerciante non può tirarsi indietro a meno che non vuole incorrere nel famoso “amico che è venuto prima”. 

E dopo aver scontato, in pratica regalandoglielo, cosa succede?
Se pensi che sia finita qui, no, ti sbagli. 

Perché?

Beh, la voce si spargerà e dovrai accettare di scontare per sempre. Sempre. E sempre.
Tanto o sconto o crisi avresti comunque chiuso per fallimento. 

E poi chi cazzo compra un cavallino in legno se può averlo dal vu cumprà che almeno lo sconto te lo fa?

marcodemitri®

[Da oggi troverete ogni tanto, e cioè quando mi va, una piccola rubrica sui topos del commercio e sullo strano rapporto che la gente instaura con quello che compra; come quello tra una madre e la prole nata nell'utero di un'altra donna]




sabato 22 giugno 2013

Ma è Morto o no? [Gandolfini inside)

Dal momento che in pochi se lo sono cagato perché, giustamente, ha interpretato il ruolo in un TF che ha avuto poco pubblico mainstream, e quindi nessuno si è cagato appunto, ed è trascorso il giorno del mio compleanno, ora, ripropongo una sua foto da ciccione dagli occhi tristi qual era.
Un attore che ci ha regalato un ruolo straordinario e altri piccoli ma interessanti.

Addio Tony, insegna agli angeli a sbatterti un'amante russa e fare sogni da gay.
E soprattutto a LASCIARMI CON UN FINALE DEL GENERE.


MA È MORTO O NO?



sabato 15 giugno 2013

Star Trek Into Darkness [Recensione]



Sinceramente?
M'aspettavo un film brutto. 
#einvece si è rivelato un bel giocattolone senza trama ma ben fatto. 

Partiamo da un punto. 
I grandi franchising sono difficili, e molto, da continuare. 
I fan, quelli fondamentalisti tanto per capirci, chiedono il rispetto della storia originale che, per forza di cose, è sempre più complesso mantenere. 
E allora accade che si scelga di tagliare la testa al toro e ripartire da zero; perchè bene o male raccontare delle origini di un mito fa sempre bene nell'ampliamento di un nuovo pubblico di adepti. 
Ed quello che ha pensato e fatto il nuovo guru dell'entertainment sci - fi J.J.Abrams con Star Trek, appunto. 

Il primo capitolo ha resettato la storia.
E, a parte quell'insopportabile scelta dei viaggi nel tempo, funziona.
La pellicola ringiovanisce divertendo in un continuo rimando (i cosiddetti fan - service) alle puntate degli episodi classici del telefilm.
Nel sequel il duo Kirk (Chris Pine) e Spock (Zachary Quinto) sono divisi a causa dello scontro tra l'anarchismo del primo e "l'asperger" del secondo. Ma diversi attentati terroristici ad opera di un misterioso nemico, interpretato da un immenso Benedict Cumberbatch, spingono la flotta stellare a riunirli.

Come dicevo poc'anzi la pellicola è artisticamente splendida: girata al cardiopalma e rivestita di una fotografia al lens flare, arricchita anche delle bellissime musiche di Michael Giacchino.
Le scene sono un "orgasmo" visivo ed il cast è diretto molto bene. 
Se c'è un qualcosa di positivo nel cinema di Abrams è la bravura nel confezionare i suoi prodotti.
Dal punto di vista contenutistico, invece, non tanto. 
Damon Lindelof, Alex Kurtzman e Roberto Orci, scrivono una script singhiozzato, colmo di incoerenze. 
Ma, fortunatamente, passano in secondo piano se uno non ci pensa un po' su. 
Sì, lo spettacolo visivo domina. 

L'ho rivalutato Abrams.
Perchè con in mano una storia banale ne esce vincitore. 
Forse è l'unico che attualmente possa essere realmente all'altezza di un compito così arduo: riprendere in mano Star Wars. 



Che la forza sia con noi.
Si spera.

marcodemitri®


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Consiglio per i fan di Benedict Cumberbatch: http://www.vulture.com/2013/03/7-benedict-cumberbatch-star-trek-gifs.html